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immagini
per stampa (.zip) |
Ali
Farka Toure (Talking
Timbuktu) - World Circuit 1994 |
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| Il
disco da cui tutto è nato: il blues che
dopo quasi un secolo, ritorna da dove era partito.
Il più grande bluesman africano e il
grandissimo Ry
Cooder ci spiegano
le nostre radici e per quello che ci riguarda,
materia di studio per la nostra esperienza con
Baba Sissoko.
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Armenian
Navy Band (New
Apricot) - Universal 2000 |
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| La
musica armena secondo il famoso percussionista
jazz Arto
Tunebuyadcyan,
tornato in patria dopo anni vissuti in giro
per il mondo, Arto
ci delizia con una fusione fatta di tradizioni,
melodie struggenti ed improvvisazione di stampo
jazzistico. Una rivelazione. |
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Baba
Sissoko & Taman Kan (Live
in studio) - Ed. Il Manifesto 2000 |
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Boubacar
Traoré (Karkar)-
Blu Label 1999 |
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Dabiré
Gabin (Kantomé)
- New Sound Planet 1990 |
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Spirito questo il titolo
dell’album che si snoda in 11 brani in
cui chitarre e una voce senza tempo, dai toni
caldi, ci conducono nel calore della madre Africa
tracciando sentieri carichi di lirismo e intensa
poesia, album quasi sconosciuto , uscito nel
1988 è stato in seguito riscoperto grazie
all’inserimento di molti pezzi in varie
compilation di successo. |
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Desert
Blues 1& 2 (Reves
d’oasis) - Network 2002 |
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| Due
volumi doppi che condensano il meglio della
musica sahariana. Dalle più affermate
star maliane ai più sconosciuti musicisti
tuareg, questa compilation vi offre l’opportunità
di viaggiare comodamente seduti sulla poltrona
di casa. |
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Dhafer
Youssef
(Electric Sufi) - Enja Record 2001 |
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| Il
sufismo, la spiritualità, la magica fusione
tra il Medio Oriente ed il jazz, tutto in 70
meravigliosi minuti, con in più, la straordinaria
voce di Dhafer,
simile per certi versi a quella dei Buckley.
Più che un disco un’esperienza. |
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Djeli
Moussa Diawara & Bob Brozman (Ocean
Blues) - Melodie 2000 |
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| L’improponibile
mix tra la musica anni ’20 e ’30 americana
e l’incredibile virtuoso della Kora
originario della Guinea, è solo uno dei
progetti dell’etnomusicologo americano che
riesce a contaminare il suono delle chitarre a
risuonatore fino al punto di una musica senza
tempo sospesa tra l’Africa e l’infinito. |
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Gigi
(Electric Ethiopia)
- Palm 2001 |
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| Basterebbe
fare l’elenco dei musicisti coinvolti
in questo progetto per renderlo più che
appetibile. Il Gotha del jazz mondiale (Pharoah
Sanders, Hancock,
Laswell,
W. Shorer,
etc…) accompagnano questo grande talento
etiope in questa riuscitissima fusione tra misticismo
e sessualità . Notevole. |
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Habib
Koité & Bamada (Ma
Ya) - Contre-Jour
1998 |
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| Ancora
il Mali per uno dei più bei dischi che
quella terra ci ha mai donato: la grande tecnica
unita al lirismo di una musica senza tempo,
ci avvolge e ci riscalda come un torrido sole
africano.
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Keziah
Jones (Black
Orpheus) - Delabel 2003 |
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Dopo
alcuni tentativi, poco riusciti per le verità,
di diventare una specie di Prince
africano, il musicista nigeriano torna alle
sue origini, donandogli un disco poliedrico
e riuscitissimo. Dove l’afro beat di Fela
Kuti si modernizza
fondendosi con venature pop e incursioni zappiane
con, in più, un paio di composizioni
acustiche davvero indimenticabili. |
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Le
Festival au Desert Triban
Union 2003 |
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Meravigliossa
registrazione del mitico festival che si tiene
ogni anno a Timbuktù,
luogo mistivco per antonomasia, dove sono presenti
artisti provenienti da ogni parte del mondo.
Esiste anche un film in DVD che vi consiglio
altrettanto caldamente. |
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Magic
Malik Orchestra Label
Blu 2000 |
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| Il
grandissimo virtuoso del flauto di origine Tuareg,
ci regala un’opera raffinatissima dove
si fondano le sue più svariate esperienze
musicali che vanno dal jazz europeo fino ai
Buena Vista
Social Club
con cui più volte ha collaborato. |
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Mamady
Keita & Sewa Kan (Wassolon)
- Fonti Musicali 1989 |
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Praticamente una bibbia
per tutti gli appassionati di Djembe
e di musica tradizionale africana, Keita
formidabile virtuoso, conosciutissimo maestro
in tutto il mondo, dedica questo lavoro al
suo villaggio, alla sua regione di nascita
(Wassolon)
alla sua gente (
Malinke).
Utilissime anche le note di libretto che ci
avvicinano al significato e al contesto in
cui tali ritmi vengono usati.
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Oumou
Sangare (Oumou)
- World Circuit 2003 |
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Oumou-
splendida antologia arricchita da 8 nuovi brani,
che rende giustizia alla cantante che con Rokia
Traore è considerata la più
rappresentativa esponente della nuova scena
maliana. Insieme ai tradizionali cordofoni dell’africa
occidentale e agli onnipresenti tamburi parlanti,
si fondono i campionatori e il basso slappato
tipicodel funky occidentale proiettando la musica
africana verso nuovi orizzonti. |
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René
Lacaille & Bob Brozman (Digdig)
- World Music 2002 |
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| Altro
progetto multietnico dell’istrionico chitarrista
americano che di base alla splendida isola de
la Reunion
incrocia le sue armonie hawaiane con il maestro
dell’accordion Rene
Lacaille, dando vita, col supporto di
percussioni locali e africane, ad un album pieno
di colori, ritmi e melodie tropicali. |
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Taj
Mahal-Toumani Diabate (Kulanjan)
- Rykodisc 1998 |
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| Il grande
bluesman americano allievo di Mississipi John
Hurt viaggia a
ritroso alla ricerca delle proprie radici: il
risultato è in assoluto una delle più
riuscite fusioni tra le atmosfere del Niger e
quelle del delta del Mississipi. Alternandosi
alla composizione con lo straordinario virtuoso
della Kora
Toumani Diabate
e supportato dal Ghota dei musicisti maliani,
Taj
ci regala un album che ha tutte le caratteristiche
del CAPOLAVORO |
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Toumani
Diabate (Djelika)
- Rykodisc 1995 |
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