| “E’ la musica
che rende il mondo confortevole…”
STRUMENTI
MUSICALI DELL’AFRICA DELL’OVEST
L’Africa dell’Ovest
possiede un’infinità di strumenti musicali
che è difficile schematizzare per l’estensione
delle regioni e l’estrema varietà delle
popolazioni e delle etnie e poiché la loro
terminologia è molteplice e variabile.
Ecco dunque i più rappresentativi; sono in
relazione più o meno diretta con il djembè
e la sua musica, che anima le cerimonie d’iniziazione,
i giochi, i canti e le danze, le feste popolari.
Strettamente legati alla vita sociale africana, testimoni
della vivacità della musica tradizionale, sono
ancora presenti in ogni tappa dei lavori campestri
(aratura, semina, messi), della caccia e della pesca.
Accompagnano la nascita, l’infanzia, la pubertà,
sino ai funerali e all’eredità, esprimendo
raffinatamente la loro solennità nei rituali.
Essi lasciano esplodere la gioia di vivere, la gaiezza,
l’ardore del lavoro.
Esistono degli strumenti sacri – la cui forma
e gli orifizi della cassa di risonanza si prestano
a volte a significazioni simboliche o mitologiche
– e degli strumenti popolari. Questi ultimi,
custodendo le basi fondamentali, sono più o
meno vittime dell’evoluzione generale della
tecnica del legno e del metallo.
Di fattura estremamente curata, o a volte banale se
non rudimentale, essi hanno un punto comune: non sono
mai prodotti in serie.
Facendo appello a tutte le materie sonore, realizzate
essenzialmente a partire da materiali naturali o di
recupero (legno, bambù, corno, pelle, ferro,
zucche etc.) la loro ricchezza rinvia subito alla
ricchezza del timbro che deve produrre sonorità
insolite, più o meno strane e spesso complesse.
Generalmente sono costruiti dai musicisti che li personalizzano
sia nell’aspetto estetico, sia nella produzione
del suono.
Ogni invenzione permette così di fabbricare
strumenti che producono suoni nasali, trepidanti,
stridenti o dolci destinati ad avvicinare il più
possibile la musica della natura e i suoi umori, che
sono gli input originari. Va da sé che in tali
condizioni ogni realizzazione è un pezzo unico
che possiede la sua bellezza, le sue qualità
ed i suoi propri difetti. Inoltre, ogni strumento
ha delle caratteristiche proprie secondo la regione;
ad esempio la kora del Gambia non è mai accordata
nella stessa misura di quella del Mali e il balafon
della Guinea non avrà la stessa sonorità
di quello costruito in Burkina Faso.
Tali tecniche utilizzano sempre più materiali
moderni e fanno scaturire spesso strumenti ritmici
e melodici molto completi che, quando sono suonati
al di fuori del loro ambito tradizionale, permettono
ai musicisti di integrarsi naturalmente e perfettamente
nel novero di formazioni strumentali e orchestre moderne.
Una tale facilità d'adattamento arricchisce
e influenza tutti i musicisti contemporanei occidentali
e africani e risponde alla necessità di un
mescolamento musicale.
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