Miradas Group
Presentazione brani del prossimo disco.
Miglio Verde di Pescara
-
08
Apr
"IL Cerchio dei Tamburi"
con Pino
Petraccia,Alberto Biondi,Matar M'Baye,Michelangelo Del Conte,Gerardo
Destino. Ospite: Jimmi Fascina
Piazza Unione - Pescara
ore 21.30
-
30
Mar
Percussioni Baobab
Sede dell'Unione, via Carducci
ore 21.00
In occasione di una giornata di incontro tra le varie comunitą di extracomunitari, presenti nella nostra cittą.
La giornata si concludera con degustazione di cucina,musica e festa multietnica.
-
25 26
Mar
IL
CALAPRANZI
Teatro Immediato via Gobetti 29 - Pescara
ore 18.00
di
Harold Pinter regia Ezio Budini
con Fabrizio Gentile e Ezio Budini
percussioni Pino Petraccia
continua....
-
23
Mar
IL
CALAPRANZI
Atessa - Teatro Comunale
di
Harold Pinter regia Ezio Budini
con Fabrizio Gentile e Ezio Budini
percussioni Pino Petraccia
continua....
-
23
Mar
Event
Sound Promotion
IV edizione di Music Village, evento che
con il tempo sta diventando un appuntamento molto importante
per la musica emergente... continua....
Associazione culturale Baobab via Nazario Sauro 9/b.
Dalle 18.00 alle 20.00
-
05
Mar
"IL Cerchio dei Tamburi"
Musicisti provenienti da culture e linguaggi diversi sempre legati al mondo dei tamburi.
Miglio Verde di Pescara ore 22.00
-
05
Mar
Seminario di "TALA"
sistema ritmico-metrico della musica indiana
con il maestro Gerardo
Destino.
Viaggio
in Senegal
dall 19 settembre al 2 ottobre2005
Vacanza Studio
di percussioni con BOULY SONKO e MODU
KULE’, rispettivamente direttore
e primo percussionista del Balletto
Nazionale del Senegal.
Occasione speciale per trascorrere
due settimane partecipando alla vita
quotidiana di famiglie di artisti
senegalesi.
Il costo
del viaggio comprensivo del biglietto
aereo A/R, alloggi, pasti (bevande
escluse), trasferimenti e seminario
è di euro 1.600.
Per informazioni e iscrizioni contattare
Associazione Culturale Baobab
Via N. Sauro 9/b ccp 55240790
Tel. 085/4516379
Senegal settembre 2005 - SIEDITI AL
SOLE
a cura di
Cleofe
M. C. Guardigli
“Tutti
gli uomini sono dentro una in districabile
rete di reciprocità, sono legati
in un destino che ha per tutti la
stessa trama: qualsiasi cosa tocchi
direttamente uno, tocca indirettamente
tutti.”
(Martin Luther King)
Credevo
di sapere, se non altro di riuscire
ad immaginare, ciò che avremmo
visto, odorato, sentito.
Ho letto la storia del Paese, le statistiche,
e ho avuto modo di vivere numerose
altre esperienze di visite di studio
in molti paesi del mondo, anche in
virtù della mia professione
di consulente per lo sviluppo locale
con la cooperazione europea.
…Ma non ero mai stata nell’Africa
centro-occidentale……
E’ stata l’indole curiosa
a guidarmi, a farmi accogliere tutti
gli stimoli sensitivi e cognitivi
che ho percepito. La “sindrome
di Ulisse” mi ha colto fin da
quando siamo atterrati, in piena notte,
all’aeroporto di Dakar.
Ovviamente non voglio riassumere qui
tutte le fasi del viaggio o tutti
gli incontri e gli eventi –
più o meno previsti –
che lo hanno caratterizzato.
Questo è il racconto di alcune
riflessioni e sensazioni, è
una forma di condivisione che vorrei
offrire al team di viaggio, ma anche
a chi sia incuriosito dalla nostra
esperienza.
Il Senegal testimonia in modo visibile
che l’Islam politico può
essere una forza costruttiva ed in
grado di stabilizzare un regime. Il
94 % dei circa 11 milioni di abitanti
è musulmano, ma il Senegal
ha trovato un equilibrio tra l’essere
uno stato moderno e laico e rispettare
la tradizione religiosa musulmana,
che poi nel sud del paese si intreccia
con la tradizione delle religioni
animiste.
La collaborazione tra lo Stato ed
i leader musulmani risale in Senegal
al periodo coloniale. I francesi,
paventando la jihad, per le questioni
attinenti alla religione si rimisero
interamente alla leadership locale,
chiedendo in cambio l’accettazione
del controllo francese su tutte le
questioni amministrative, tra le quali
l’imposizione fiscale. Inoltre
il Senegal è stato protagonista
nel 2000 di una significativa svolta
pluralista e democratica con elezioni
aperte che nel 2001 hanno anche condotto
alla firma di un protocollo di intesa
con la regione meridionale della Casamance,
che aveva aneliti autonomisti.
Dakkar
ti prende quasi alla gola, con i suoi
terribili contrasti, con i suoi acri
odori, con il caos del traffico e
dell’urbanistica, ma ti eccita
anche con i colori dei mercati e delle
sue genti, con il senso di grandezza
che ha il suo cielo, il cielo dell’Africa
subtropicale che pare ti avvolga da
tutti i lati, basta alzare lo sguardo
e sei lì, tra le nuvole quasi
incombenti, tanto sono vicine.
Sono sensazioni fortissime e piano
piano si forma come un peso sul cuore,
quando capisci che i bambini sono
ovunque, tanti e sempre con una scodella
in mano, sempre in cerca di qualche
cosa – qualunque cosa –
per riempirla, che moltissime persone
sono visibilmente malate o denutrite,
che la lotta per la sopravvivenza,
nelle banlieu della città,
è quotidiana e cruda.
Le piccole moschee sono ovunque, nascoste
tra strade e stradine inestricabili
dei quartieri periferici e il richiamo
dei muezzin risuona, cinque volte
al giorno, fin dall’alba.
Ma a parte alcuni rigidi divieti da
osservare – non fumare per strada,
non abbracciarsi e baciarsi in pubblico
– l’aspetto generale della
città e della sua gente non
somiglia del tutto ai paesi dell’Islam.
Tutto è scarno, spesso degradato,
essenziale; tutto è mischiato,
genti ed animali, vecchi e giovani,
merci e scarti sono ovunque, in ordine
sparso.
Nell’Africa subsahariana vivono
45 dei 121 milioni di bambini che
non possono frequentare una scuola;
sono africani i primi sette stati
dei 26 paesi più poveri del
mondo dove la denutrizione è
aumentata nell’ultimo ventennio,
tanto da toccare il 35 % della popolazione
e sono sempre africani i 17 su 26
paesi dove la mancanza di acqua potabile
e diventata il nuovo flagello del
millennio. Molte delle aree umide
del Senegal si stanno prosciugando
a causa dei grandi cambiamenti climatici
indotti dall’effetto serra.
Così i Paesi Occidentali ricchi
rubano due volte la possibilità
di miglioramento di vita ai popoli
africani: quando portano loro via
tutte le materie prime o i frutti
della terra per trasformarli in prodotti
commerciali ( il Senegal è
il più grande coltivatore del
mondo di arachidi, ma certo non si
vede nessuno prendere l’aperitivo
con le noccioline) e quando modificano,
con i propri rifiuti di produzione,
le condizioni climatiche necessarie
alle coltivazioni locali.
L’oceano
Atlantico si vede dalle finestre della
casa dove abitiamo a Dakkar, ma soprattutto
si sente. Al mattino la sua grande
voce urla e sussurra, accompagnando
il richiamo del muezzin alla preghiera
dell’alba. Alla sera, nel buio
fitto dei quartieri più poveri,
ci accompagna mentre cerchiamo di
raggiungere le case dei nostri ospiti
senza calpestare i mille rifiuti ed
i cumuli di resti di materiale di
tutti i tipi abbandonato ai lati delle
strade.
Il caldo è soffocante anche
di sera e possiamo lavarci solo tra
le due e le quattro di notte, quando
l’acqua arriva anche nelle tubature
della nostra casa.
Dopo tre giorni di permanenza nella
capitale riusciamo ad organizzare
la partenza per Ndangdan, il luogo
dove si costruirà la scuola
di formazione. Il programma è
poi di attraversare la Gambia ( abbiamo
ottenuto i visti dall’Ambasciata
della Gambia a Dakkar) e di proseguire
per la costa del sud e raggiungere
Cap Skirring.
E il pulmino che noleggiamo ha persino
l’aria condizionata !
Nonostante
il mito della unità africana,
l’Africa non presenta nessuna
unitarietà geopolitica, anzi,
esistono profonde differenze tra regione
e regione e da Stato a Stato. Solo
le estremità settentrionale
(l’Africa “bianca”)
e meridionale ( il Sudafrica, la cui
influenza si fa ormai sentire fino
all’equatore) hanno una certa
omogeneità. La sezione centrale
– denominata “nera”
o tropicale o subsahariana –
è caratterizzata dalla presenza
di molti piccoli stati, dovuta al
fatto che con la decolonizzazione,
i limiti delle ripartizioni amministrative
furono trasformati in confini politici.
Tali confini non rispettano alcuna
suddivisione etnica e soprattutto
nelle ex colonie francesi –
date le tradizioni centralistiche
di Parigi - è stata impedita
la formazione di federazioni caratterizzate
da un ampio grado di decentramento
e da un elevato grado di tutela delle
etnie minoritarie contro la tirannia
di quelle maggioritarie.
Il Senegal include addirittura all’interno
del proprio territorio occidentale
un intero stato, la Gambia, di cultura
anglofona e non francofona, che si
estende intorno al grande bacino fluviale
(quasi 800 km) del fiume Gambesi.
L’arrivo
a Ndangdan non si fa attendere troppo:
uscire dal traffico infernale di Dakkar
e percorrere strade che sembrano essere
state bombardate, tante sono le buche
sparse ovunque, ci fa comprendere
che tutta la programmazione dei tempi
di percorrenza andrà rivista:
impieghiamo il doppio del tempo previsto
a raggiungere la nostra meta.
Ma all’imbrunire, la visione
della grande laguna su cui si affaccia
la regione, i colori del giorno che
muore, i sorrisi di chi ci accoglie
sono un premio ben grande per le nostre
fatiche di viaggio.
Più tardi, con una lunga piroga
a motore, scivoleremo sulle acque
salmastre in silenzio, assaporando
le sfumature di luce che la sera incombente
dà al paesaggio lagunare.
Ceniamo e dormiamo in un “campement”
gestito da un cittadino francese con
moglie senegalese ( o mogli senegalesi
? non lo capiamo bene…) e il
mattino seguente ci dedichiamo agli
impegni “sul campo”, ad
eseguire tutte le foto e i rilievi
necessari a stendere un progetto di
fattibilità per la costruzione
della Casa della Cultura.
La moglie del direttore del balletto
nazionale del Senegal, xxxx, ci accompagna
ed il suo entusiasmo per il progetto,
la sua fede – continuamente
intercalata dall’espressione
“inshallah” – ci
contagia. Il sindaco della piccola
comunità ci viene a salutare
e più tardi ci raggiungerà
al “campement” per ascoltare
i musicisti senegalesi ed italiani
suonare insieme e per guardare le
danze eseguite da Piera.
Il Senegal è l’esempio
di un paese socialmente conservatore
ma che affronta in modo responsabile
il problema dell’AIDS. Con una
popolazione musulmana per il 94 %
dei suoi abitanti, vanta uno degli
indici più bassi di contagio
da AIDS in Africa, l’1,4 %.
Ma il Senegal non è un paese
musulmano tipico: la prostituzione
è legale dal 1966, con la fornitura
gratuita di preservativi e l’obbligo
di sottoporsi a controlli medici periodici.
Il clero islamico affianca il dibattito
pubblico sulla sessualità ed
ha promosso campagne di prevenzione,
affrontando la malattia “sul
serio” fin dal 1986, anno della
sua prima comparsa in Africa
.Partenza
da Ndangdan verso il sud, la savana
è verdissima, i baobab sono
ovunque, enormi e antichi o giovani
e appena spuntati tra i cespugli;
di tanto in tanto un villaggio di
capanne disposte in cerchio, tanti
termitai e tante, tante persone in
cammino, sì, in cammino: in
Africa vedi sempre persone in cammino,
talvolta su sentieri appena accennati
che sembrano non condurre in alcun
posto, talaltra lungo le strade o
lungo tratturi in mezzo ai campi,
talmente piccoli da essere invisibili.
Le piccole frasi di Pessoa che leggo
ad alta voce ai compagni di viaggio
dal libro “Il Poeta è
un Fingitore”, ci offrono al
mattino uno spunto di chiacchiera,
riflessione, dialogo o addirittura
di analisi, accompagnandoci nell’avvio
del nuovo giorno mentre il nostro
simpatico autista lancia il pulmino
ad 80 km all’ora sulla pista-strada.
Le coltivazioni di riso, mais, arachidi,
cotone sono riquadri di verde dalle
mille sfumature, la savana li accerchia
da tutti i lati, le donne ed i ragazzini
– in piccoli gruppi –
li animano, vestiti di vividi colori
e li lavorano con semplici attrezzi
agricoli.
Riflettiamo insieme a Pino e Roberto,
ad alta voce, su quello che abbiamo
visto a Ndangdan, sulle difficoltà
da affrontare per la realizzazione
del progetto della Casa della Cultura,
sull’esigenza di chiarire meglio
i contorni operativi del suo futuro
funzionamento. Ci vorrà tenacia
e tolleranza, perché molte
modalità e comportamenti per
noi “scontati” non lo
sono altrettanto per i partner locali
e solo il dialogo e l’approfondimento
progressivo ci aiuteranno a trovare
un comune terreno per far funzionare
bene sul piano pratico questa azione
di cooperazione interregionale.
Arriviamo in tarda serata a Toumbacumba
e l’albergo che ci ospita è
confortevolissimo.
Una agognata doccia lava via la polvere
della strada e la stanchezza del corpo:
la mente e il cuore sono stimolati
dal manto di stelle in un cielo nero
e vicino a farci sentire tutta la
riconoscenza per la vista di quella
bellezza….
Saranno cento canti diversi di uccelli
a svegliarci, ci prepariamo ad attraversare
la Casamance, il sud del Paese, dove
fino al 2001 le discordie territoriali
e tribali hanno fomentato una neanche
tanto sommersa guerra civile, da qualche
tempo sedatasi perché è
stato raggiunto un accordo di mediazione
tra il governo centrale a Dakkar ed
i ribelli: la a attuale presidente
della repubblica è una donna
di mezza età che sta avviando
una stagione di maggiore dialogo sociale
e civile.
L’Europa
Occidentale è praticamente
assente da vaste aree del continente
africano; assorbita dall’allargamento
a est e dai rapporti con la nuova
Federazione Russa e l’Asia Centrale,
la Europa si è limitata a tentare
di sviluppare le migliori relazioni
con i paesi del nord Africa.
Anche la Francia e la Gran Bretagna
hanno diminuito la loro disponibilità
ad intervenire per riportare stabilità
o impedire genocidi. Ad esempio i
disordini in Costa d’Avorio
( un tempo orgoglio della decolonizzazione
francese) o in Sierra Leone hanno
per molto tempo scoraggiato interventi
nel Darfur, ricco di petrolio, in
cui le popolazioni cristiane vengono
massacrate.
Così la politica dell’”Africa
agli africani” ha finito per
mascherare il disimpegno, se non addirittura
l’indifferenza occidentale.
I media non sono più interessati
a seguire le guerre interne “dimenticate”
e l’Africa “bianca”
si sta sempre più separando
dal continente africano.
Nell’Africa occidentale è
crescente la presenza degli Stati
Uniti ( Bush ha più volte ribadito
che l’Africa occidentale è
una zona prioritaria per gli interessi
nazionali statunitensi ed ha aumentato
enormemente le risorse destinate a
combattere l’AIDS), mentre in
quella orientale è in atto
una forte penetrazione commerciale
cinese e indiana, che segue le vie
un tempo percorse dall’impero
mercantile di Zanzibar.
Così non esistono più
né Francafrica né Eurafrica,
ma Americafrica e Asiafrica.
Siamo
in Senegal da sei giorni, puntiamo
di nuovo verso ovest ed arriveremo
in nottata a Cap Skirring, sull’oceano
Atlantico.
Il paesaggio per un po’ non
è molto diverso da quello che
abbiamo guardato nella prima parte
del viaggio: savana, grandi baobab,
piccoli villaggi di capanne recintati
da staccionate di legno e grandi termitai
che punteggiano i campi. Poi attraversiamo
foreste di palme e aree umide: la
luce è bellissima, talvolta
opalescente, talaltra lucida, sempre
si impone allo sguardo come una prima
donna sul paesaggio.
Non è facile stare ore e ore
insieme in viaggio cercando di rispettare
i bisogni di tutti ( chi ha caldo,
chi ha freddo, chi ha sete, chi ha
sonno…..) ma il buonumore –
per qualcuno di più, per qualcuno
di meno – non ci lascia mai.
Non vediamo molto , con il buio pesto,
al nostro arrivo, del “campement”
di Cap Skirring dove risiederemo per
qualche giorno, ma sentiamo l’oceano
che ci saluta e vediamo il cielo notturno,
per la verità con poche stelle
perché si addensano nuvole
enormi da ogni dove.
Si scaricano i djambè: da domani
si suonerà e si danzerà
insieme ai maestri senegalesi !
Le camere sono semplici e spartane,
ma abbiamo bagno e zanzariere, e la
famiglia “allargata” che
gestisce il “campament”
è ospitale e gentile. Capiamo
che faranno di tutto per renderci
bellissimo il soggiorno.
Trascorriamo due giorni bellissimi, uno di pioggia costante ed uno di
sole splendente. Personalmente vivo
l’esperienza di ascoltare un
concerto di percussioni sdraiata prona
sulla spiaggia davanti all’oceano:
i suoni dei tamburi fanno vibrare
ogni vena, ogni organo e “curano”
tante tensioni accumulate, lasciando
che lo spirito si unisca al “grande
suono” della terra e del mare
che pulsa.
Ai concerti assistono in silenzioso
ascolto molti abitanti locali, che
dal passa parola hanno saputo che
il grande Maestro è qui.
Ripartire da Cap Skirring costa una
grande fatica: è come un distacco da un luogo da sempre presente nell’inconscio,
finalmente trovato e fulmineamente
amato ….
La strada del ritorno culla il ricordo
di questo luogo magico, lo definisce,
lo amplifica, forse lo idealizza e
la frase che ci arriva da F. Pessoa
ci risuona in mente come un memento.
Sapremo averne una eco costante anche
quando l’affannoso correre del
quotidiano produttivismo occidentale
ci avrà di nuovo catturato
ai nostri impegni abituali ?
Non sprechiamo il dono !
La
storia dell’Africa a sud del
Sahara è stata segnata da un’alternanza
di speranze e delusioni, di promesse
di sviluppo e di violenze distruttive.
L’ultimo rapporto della Commissione
per l’Africa istituita dal governo
Blair e composta in maggioranza da
personalità africane, ce ne
ricorda la dimensioni: metà
della popolazione, cioè 405
milioni di persone, vive nella più
totale povertà; 40 milioni
di bambini non vanno a scuola; 25
milioni sono malati di Aids; quantità
ed estensione delle reti di trasporto,
idriche, elettriche sono totalmente
inadeguate; la desertificazione è
accelerata dalla pressione demografica;
l’esodo dalle campagne provoca
immigrazione illegale e traffici connessi.
Per far uscire l’Africa da questa
situazione la Banca Mondiale ha stimato
che sarebbe necessario un tasso di
crescita economica medio del 7 % annuo.
Pure oggi, a differenza solo di tre
anni fa, vi è un dato politico
di fondo nuovo: la gran parte dei
governanti dell’Africa ha assunto
su di sé la responsabilità
di creare i presupposti per lo sviluppo
economico e per un sistema di sicurezza
collettiva regionale. Con il Programma
NEPAD ( Nuovo Partenariato per lo
sviluppo dell’Africa, creato
nel 2002) e con la creazione nel 2004
del Consiglio per la Pace e la Sicurezza
dell’Unione Africana, l’Africa
si misura con l’eredità
coloniale, le barriere commerciali,
il debito, la globalizzazione, i dati
storici esterni o interni, ma non
li assume più come alibi a
coprire altre responsabilità
di potere e di altra origine della
classe dirigente africana degli ultimi
venti anni.
Il Consiglio ha ampie funzioni per
la gestione delle crisi e delle fasi
post conflitto e per interventi in
casi di crimini di guerra e si è
dotato di una organizzazione paritaria
tra stati grandi e stati più
piccoli.
Sulla questione delle risorse da destinare
agli aiuti, la Commissione per l’Africa
di Blair invita i donatori a raddoppiare
l’assistenza entro i prossimi
cinque anni, ma non solo in una ottica
umanitaria, bensì tramite lo
sviluppo del commercio e gli investimenti
diretti. E’ per questo che gli impegni
multilaterali e la cooperazione bilaterale
sono importantissimi per consentire
un aumento significativo delle risorse
per l’Africa, ed è necessario
adottare un modello relazionale intessuto
di rispetto e comprensione per le
ragioni “dell’altro”.
Costruire “insieme” le
nuove strutture, subendone anche i
limiti, specie organizzativi e temporali,
ma sulla base della convinzione che
le modalità di funzionamento
non si esportano, ma si radicano nelle
tradizioni e nelle culture locali.
“Siediti
al sole,
abdica,
e sii il re di te stesso”
(F. Pessoa)
La
scelta di scrivere con due caratteri
è stata fatta per differenziare
le mie riflessioni da quelle oggi
presenti nel dibattito internazionale
sull’Africa. Ho rielaborato
(in nero)la lettura di un fascicolo
molto interessante della rivista ASPENIA
( n° 29: Africa, continente grigio)
e mi assumo ovviamente in prima persona
la responsabilità di quanto
contenuto in questa rilettura.
Cleofe
M. C. Guardigli
Viaggi-incontro
con le culture
dell'Africa
Senegal
Venerdì 18 marzo - Sabato 02
aprile 2005
La luce dell'Africa, il sole, il mare,
la natura, i colori, la civiltà
agricola. Questi sono solo alcuni degli
ingredienti immancabili nel nostro viaggio;
il consiglio è quello di affrontare
l'impatto con questa popolazione con
lo spirito giusto, motivati all'incontro
e alla conoscenza di queste culture.
Solo così potremo carpire l'essenza
di un popolo allegro, amichevole, affascinante
per le sue tradizioni, gli usi e i costumi
locali.
PROGRAMMA
VIAGGIO 18
mar:
partenza da Roma FCO ore 19.45, scalo
tecnico a Casablanca e arrivo a Dakar
ore 02.30. Sistemazione in appartamenti
da 3-4 persone a pochi km dalla capitale.
02
apr: partenza da Dakar ore 03.30,
scalo tecnico a Casablanca e arrivo
a Roma ore 12.50
Durante il soggiorno
è possibile seguire corsi di
percussioni o di danza africana. Le
lezioni, di 3H ciascuna, si svolgeranno
tutte le mattine esclusi i giorni di
partenza e arrivo.
Sono
previste le seguenti escursioni DAKAR:
Alcuni la considerano una delle più
belle città dell'Africa, dove
il clima è temperato, ci sono
molte cose interessanti da fare e da
vedere e con sue vie alberate e un centro
piuttosto piccolo è facile da
visitare.
GOREE':
a 15 min. dal porto di Dakar l'isola
degli schiavi, ultimo lembo di terra
prima dell'imbarco forzato. Patrimonio
storico mondiale dell'Unesco.
LAC
ROSE': a un'ora da Dakar, famoso
per il colore dell'acqua reso da microrganismi
vegetali e per la densità di
sale, 360gr per litro
JOAL
FADIOUT: cittadine gemelle a
sud di Dakar. Fadiout è caratteristica
in quanto fatta di conchiglie, valve
di ostriche, molluschi accumulatesi
per secoli.
NDANGANE:
Ndangane è una tranquilla località
di provincia situata sulla sponda settentrionale
del delta del Sinè -Saloum, una
delle regioni più belle del Senegal,
fra Kaolack e il confine con la Gambia;
il delta è costituito da un intrigo
di canali, lagune, rade foreste, dune
e isole sabbiose e vasti prati di mangrovie
e una sua parte rientra nel Parc National
du Delta du Saloum.
Ndangane è la località
in cui l'Associazione Culturale Baobab
sta portando avanti il progetto Maison
de la Culture, un centro di formazione
artistica che sarà opportunità
di lavoro, studio e apprendimento per
gli abitanti e luogo di incontro e di
scambio per gli artisti locali e stranieri.
CORSO
DI PERCUSSIONI AFRICANE
Il corso di percussioni sarà
tenuto dal maestro Modu Kulè,
solista del Balletto Nazionale del Senegal.
Insegnerà i ritmi senegalesi
suonando il djembè, il doun doun
e il sabar.
CORSO
DI DANZA AFRICANA
Il corso di danza sarà tenuto
dal maestro Bouly Sonko, direttore e
cantante del Balletto Nazionale del
Senegal, accompagnato da percussioni
della Compagnia del Balletto.
INFORMAZIONI
E CONSIGLI
A sei ore di volo dall'Italia il Senegal
è situato nella parte più
occidentale del continente africano
ed offre al viaggiatore una grande varietà
di luoghi di interesse turistico e ambientale
Il passaporto valido
è sufficiente per un soggiorno
fino a tre mesi;
Non è obbligatoria
nessuna vaccinazione ma è fortemente
consigliata quella della febbre gialla;
comunque prima di partire consultate
il proprio medico.
La valuta del luogo
è il franco CFA
Il francese è
la lingua ufficiale del Senegal, mentre
il wolof è il principale idioma
di origine africana parlato nel paese.
Il servizio
telefonico interno del Senegal è
abbastanza buono; sono efficienti anche
i collegamenti telefonici internazionali
ed è possibile raggiungere l'Italia
componendo lo 0039 seguito dal prefisso
della città italiana senza zero
e infine dal numero desiderato.
E' consigliabile portare repellente contro
le zanzare, comodi abiti di cotone, lozioni
solari.
PREZZI
Costo del viaggio comprensivo di vitto,
alloggio, trasferimenti ed escursioni
+ un seminario: 1.500
euro
Nel periodo dal 2 al 16 aprile 2004 l’Associazione
Culturale Baobab ha organizzato un viaggio
studio in Senegal in collaborazione con
il direttore artistico del Balletto Nazionale
del Senegal, Bouly Sonko.
A questa esperienza hanno partecipato i
maestri della scuola di percussioni Baobab
Pino Petraccia e Matar M’ Baye, e
alcuni allievi della scuola stessa.
Gli obiettivi del viaggio, oltre ad una
conoscenza diretta della società
-famiglia - cultura africana, sono stati:
-studiare i ritmi e le tecniche delle percussioni
dell’Africa Occidentale.
-comprendere il contesto storico, simbolico
e culturale a cui tali ritmi sono, da centinaia
di anni, legati. Infatti tutti i momenti
importanti della famiglia (battesimi, matrimoni,
funerali etc.) e della società (raccolto,
semina, circoncisione, feste religiose etc.)
sono accompagnati e rievocati attraverso
canti, danze e ritmi che rappresentano la
memoria storica (che ancora si tramanda
oralmente) di questi paesi.
-Verificare la fattibilità di progetti
di cooperazione sul territorio partendo
dalle necessità del popolo senegalese,
porgendo attenzione alla crescente emigrazione
degli artisti del luogo a discapito della
conservazione e diffusione della loro cultura
nella terra natia.
Le lezioni di percussioni, tenute dal maestro
Modu Kule (primo percussionista del Balletto
Nazionale), sotto la supervisione di Bouly
Sonko, si sono svolte presso il teatro Daniel
Sorano, a Dakar, sede del Balletto Nazionale
del Senegal, con una durata di 3 ore giornaliere.
Ciò ha dato la possibilità
di assistere alle prove ufficiali del Balletto
nonché di stringere importanti relazioni
artistiche e soprattutto umane. Con il maestro
Modu Kule sono stati approfonditi soprattutto
i ritmi di djembè, doun doun e bugarabu
non solo nelle sale del teatro nazionale
ma anche partecipando a un tipico matrimonio
bambara nelle strade della Medina, centro
storico di Dakar. Assistendo alle prove
di danza della scuola Famonedi che il maestro
Gibi Sanè e Bouly Sonko portano avanti
da anni, con i pochi mezzi disponibili,
in un progetto di valorizzazione delle giovani
promesse di tutto il Senegal, è stato
inoltre possibile comprendere al meglio
come l'espressione artistica in questa cultura
sia un unico linguaggio che si manifesta
in varie forme espressive: il canto, la
danza e le percussioni, unite tra loro da
un legame inscindibile. I ragazzi-studenti
della scuola, divisi per fascia d’età,
spettacolari nelle loro esibizioni, possono
concretamente sperare di avere nell’arte
un’opportunità non solo di
espressione ma anche di sussistenza; molti
di loro diventano professionisti entrando
a far parte delle varie compagnie artistiche,
trampolino di lancio per il Balletto Nazionale
del Senegal.
Gli allievi hanno alloggiato a Camberene,
località poco distante da Dakar,
sede di una comunità mussulmana rigidamente
osservante, presso la casa di Sena M’Baye,
fratello del maestro della scuola di percussioni
Baobab Matar. Questa è stata occasione
per conoscere tutta la famiglia M’Baye,
famiglia di griots, musicisti, ballerini,
cantanti, custodi dell’arte e della
cultura tradizionale senegalese. Tutti i
percussionisti partecipanti al viaggio sono
stati spesso ospiti della casa di Bouly
Sonko e Oumy Sène, genitori di Matar;
una grande casa che accoglie artisti provenienti
da tutto il paese e in special modo dalla
Casamance, che intendono approfondire lo
studio di musica e danza. Ciò ha
consentito una conoscenza diretta di un
popolo allegro, amichevole, affascinante,
ospitale, forziere colmo di talenti artistici.
Sono state effettuate visite ai luoghi caratteristici
di Dakar e dei dintorni, tra le quali quella
a Ndangane, località sul vasto delta
del Sinè –Saloum situato a
sud della Petite Cote, fra Kaolack e il
confine con la Gambia costituito da un intrigo
di canali, lagune, rade foreste, dune e
isole sabbiose e vasti prati di mangrovie;
una parte di questa zona rientra nel Parc
National du Delta du Saloum, nel quale abbondano
le scimmie e l’ampio ventaglio di
habitat diversi è particolarmente
adatto all’insediamento dell’avifauna.
Qui è in costruzione la Maison de
la Culture, progetto portato avanti dall’
associazione Baobab con la famiglia M’Baye.
Un viaggio nella cultura e nella tradizione,
vissuto a stretto contatto con gli uomini,
le donne, i bambini senegalesi, i loro usi
e costumi, in un scambio e arricchimento
reciproco.
Settembre
2004 - Senegal
Emozioni
in tour - a cura di Antonella
Emozioni in tour /emozioni dal mondo
questo è il titolo che noi abbiamo
dato alla nostra vacanza!Mi è stata
chiesta una relazione sintetica e giornalistica
del nostro viaggio, ma chi mi conosce
bene, sa che la dote della sintesi non mi
appartiene e soprattutto non sono una
giornalista!...Però ci proviamo!
Il 18 settembre
2004 5 membri dell’associazione
BAOBAB, capitanati dal maestro Adama Samba,
parte per un viaggio itinerante di dodici
giorni in Senegal!
E’ stato un viaggio a forte impatto
emotivo e credo che nessuna altra vacanza
possa dare tante emozioni a meno che non
si rimetta piede in Africa!
Emozioni in tour perché certo
le emozioni non ci sono mancate a partire
dal nostro arrivo a Fiumicino, dove al
check – in, non volevano far partire
il nostro capitano perché mancava
la sua prenotazione!!!!Fiato sospeso fino
al momento dell’imbarco!!!
Finalmente si parte e già all’arrivo
a Casablanca si comincia a vedere la differente
cultura di questo grande continente. Poi
alle 5,22 ora locale arriviamo a Dakar
e siamo immediatamente circondati da altissimi
ragazzi fratelli, amici, e amici di amici
di Adama che risiedono in Italia, e che
ci aspettano con ansia. Comincia l’avventura,
comincia la grande avventura. Siamo a
Dakar fa un caldo pazzesco (altro che
non fa caldo!) giriamo per trovare un
albergo ma alla fine decidiamo di trasferirci
al porto di Dakar per aspettare il primo
traghetto.
Il giorno dell’arrivo la prima
destinazione è stata l’isola
di Goree
è (patrimonio dell’UNESCO), tristemente
nota al mondo, perché in essa ha
sede la MAISON
DES ESCLAVES; Goree in passato
era il luogo dove uomini, donne e bambini
venivano presi e deportati nelle piantagioni
dell’america latina…per un
viaggio senza ritorno! Il giorno dell’arrivo
sull’isola si svolgeva un’importantissima
manifestazione sportiva la DAKAR - GOREE’:
3,5 km a nuoto nell’Oceano Atlantico
alla quale partecipano persone di tutte
le età e di ambo i sessi!
Il traghetto si avvicina alla riva: è l’alba!
Sul ponte si vedono persone che pregano
verso il sole, pregano ovunque si trovano,
per strada, al mare in stazione, all’autolavaggio,
all’’ombra di qualche albero
o sotto il sole cocente nei campi di miglio,
ovunque! Sull’isola, mentre ci avviciniamo
si notano sul molo centinaia di persone
che aspettano. Ci avviciniamo, pensiamo
che ci facciano passare per primi, ma
abbiamo provato l’emozione di un
autentico assalto al traghetto!!! Sembrava
di essere in un film!
Dopo alcune ore tutti sapevano che eravamo
lì, e che eravamo ITALIANI.
Il giorno seguente si va alla ricerca
di un internet - point per configurare
una casella di posta elettronica per la
associazione Baobab! Dopo alcune ore e
diversi tentativi, (falliti tutti!!!...)
ci dirigiamo verso casa di un altro grande
maestro di djembè! Andiamo verso
casa di Matar! Per arrivarci attraversiamo
un grande mercato e passiamo attraverso
gente felice che balla! Il nostro capitano
ci spiega che si tratta di un festa religiosa!!
Siamo emozionati ci accolgono come se
ci conoscessero da tempo! Veniamo accolti
a braccia aperte dalla moglie di Matar
e dopo qualche minuto decine di bambini
ci vengono a salutare!!!!Arrivano anche
altre persone che hanno conosciuto Pino,
Daniela Roberta che ci avevano preceduto
ad aprile! Purtroppo i padroni di casa
non ci sono. Ripartiamo e chiediamo appuntamento
per un altro giorno, perché abbiamo
un’importante missione da compiere: visitare
la casa della cultura a N’DANGANE!!!!
Il 24/09/2004 l’allegra comitiva
parte per N’DANGANE!!!
Alle 7,00 del mattino arriva un pajero
che ci accompagna a prendere la mamma
di Matar a DAKAR!!
Chiediamo informazioni perché il
nostro autista non è pratico della
zona! !La sig.ra OUMI SENE è
stata tanti anni prima ballerina del balletto
del teatro nazionale Daniel Sorano del
Senegal e il papà di Matar è
il direttore del balletto nazionale. Per
molti anni (27) Oumi è stata testimonial
della pubblicità del dado maggi e
la cosa più simpatica è
che tutti la chiamano OUMI
MAGGI o OUMI
SAFSAVAL!!!!
Aspettiamo sotto casa dopo cinque minuti
scende una giovane donna vestita di blu
sorridente, lo stesso sorriso del maestro
Matar! Saluta tutti e quando arriva il
mio turno mi abbraccia e mi dice
“tu est la même chôse
que moi!” Si riferisce all’altezza!!!!
Vuole che passiamo a salutare Sena il
fratello di Matar!!! La casa di Sena
è nota nel quartiere come la MAISON
DES ITALIENS tutti in questo quartiere
parlano italiano per via dei diversi studenti
italiani di Sena!!!! Purtroppo dormono tutti,
in una delle stanze ci sono due ragazzi
italiani( come volevasi dimostrare) che
sono da alcuni giorni a Dakar per un corso
di percussioni!!!!
Casa di Sena è sul mare, di fronte
all’Oceano Atlantico! Si vedevano
decine di ragazzi che si allenavano e
tranquille decine di capre e agnelli che
si godevano il panorama! La notte prima
è piovuto, c’erano ovunque
pozzanghere di acqua, il nostro autista
ci ha fatto fare un vero safari tra una
buca e l’altra!!
Ci avviamo alla volta di N’DANGANE
! Attraversiamo una distesa di verde incredibile
centinaia e centinaia di Baobab, sono
incredibilmente grandi molto diversi dai
baobab nani che si vedono a GOREE.
Sulla strada si vedono le cose più
varie e disparate: carretti trainati da
cavalli che si alternano a lussuosi fuoristrada
e affollatissimi “autobus”
e capre, montoni, mucche. La strada diventa
sempre più stretta! Davanti ai
nostri occhi uno scenario mozzafiato,
i villaggi si susseguono uno dietro l’altro
sono tanti e molto caratteristici: piccole
capanne fatte di canne e paglia, racchiuse
da un recinto di canne anche esso! La strada
è costeggiata da tanti baobab e
alberi di chinino. Alcune strade
sono sterrate altre le stanno asfaltando,
il catrame è impastato con le conchiglie,
le linee sono contrassegnate a mano con
un pennello da ragazzi che a piedi le
dipingono!!! Villaggi fatti di canne si
alternano a villaggi di mattoni ma ovunque
proprio ovunque ci sono degli internet
point. Attraversiamo KEURMBAY FALL,
REFISQUERE,
RAGNI.
Lungo la strada si vedono numerosi camion,
trasportano di tutto ma il materiale principale
è il cemento, simbolo moderno della
ricostruzione! Continuiamo attraverso
villaggi: DIAM
NIADIO, GARAGE
BOUKHOW, DIASS,
e via avanti 175 km di paesaggi naturalmente
emozionanti e paradisiaci! Qui vivono
con poco, senza luce senza acqua con un
unico pozzo ma sono incredibilmente felici!Questa
terra è bellissima! Il Senegal
è bellissimo! Mentre proseguiamo
per N’DANGANE
all’orizzonte, sulla strada infuocata
dal sole di mezzogiorno, si scorge qualcosa
che striscia a terra: un’iguana
di circa due metri che tranquillamente
attraversava la strada, completamente
incurante di noi che eravamo lì
a pochi metri da lui, si faceva una passeggiata!
Ad un certo punto la sig.ra Oumi
ci fa fermare, conosce tutti! Sotto un
albero di chinino ci sono delle donne
che lavorano il miglio! La vedono e si
alzano per salutarla, sono fuori da un
recinto di un villaggio di canne
come quelli che ho descritto prima, sono
contentissime e ci salutano sono fiere
di farsi fotografare, così come
lo sono i bambini che ci vengono incontro
e si mettono in posa! Risaliamo in macchina
e a poche centinaia di metri … LE
MURE DI CINTA DELLA MAISON DE LA COLTURE.
Scendiamo, e immediatamente cominciamo
a prendere le misure e a fotografare tutti
i minimi particolari, che interessano tutti
coloro che da un po’ di tempo seguono
le attività dell’associazione
BAOBAB;
soprattutto i due architetti che, ahimè,
dovranno rifare il progetto! La sig.ra
Oumi osserva attentamente il progetto
e spiega a Luigi e Pierluigi il luogo
in cui verrà costruito il pozzo.
Il luogo in cui sorgerà la
maison è bellissimo, ci sono altissime
palme e fiori coloratissimi ovunque! Dopo
il sopralluogo ci dirigiamo verso il mare!
Dopo pranzo la sig.ra Oumi prende
accordi per farci fare una gita su una
SUNUGAL
(nome dell’imbarcazione tipica senegalese,
dalla quale ha tratto il nome lo stato
del SENEGAL) tra le isole di mangrovie
che si vedono all’orizzonte di fronte
a noi!
Mentre navighiamo ci troviamo di fronte
ad uno stormo di aironi rosa e di pellicani
che all’improvviso si alzano in
volo!
Sembrava di assistere ad una puntata
di quark speciale! A ritorno dalla gita
in barca ci fermiamo in un villaggio a
rinfrescarci. In mare ci sono dei bambini
che hanno trascinato in acqua un cavallo
e lo stanno lavando. Oltrepassando un
campo sportivo tra altissimi alberi di
baobab c’è un villaggio utopico
così l’ha definito Luigi
, perché in questo villaggio vivono
da tanto tempo in un clima di amore cattolici,
animisti e musulmani. Torniamo verso Dakar
ormai è tardi la sig.ra Oumi
è stanchissima, non sappiamo come
ringraziarla di questa giornata indimenticabile!!!
Quando ci lascia in albergo è esausta,
sapremo qualche giorno dopo che quella
sera, al ritorno dalla lunghissima giornata,
si è messa ai fornelli ed ha cucinato
per l’autista, perché le
dispiaceva farlo andare via senza cena.
Che gente stupenda! Qualche giorno dopo
la incontriamo di nuovo al teatro nazionale
Daniel Sorano, siamo accolti a braccia
aperte da uno degli impiegati del teatro
che è lo zio di Adama. Facciamo
un giro nel teatro “Sorano”
attraverso la storia, tra ritratti di
musicisti e vecchi direttori! Stanno allestendo
uno spettacolo con tutti i più
grandi artisti Senegalesi per il presidente
del Senegal! Parteciperà anche
Youssou N’Dour. Ad un certo punto
arriva la sig.ra Oumi. Tutti escono a
salutarla. Prende lo striscione della
maison de la culture e lo apre lì all’ingresso
del teatro. Entriamo nell’ufficio
di Bouly Sonko e Pier le consegna i soldi
che sono stati raccolti in Italia per
la maison, in occasione delle varie manifestazioni
della scuola di percussioni Baobab! È
contenta, sì perché da tanti
anni sia lei che il marito ospitano artisti
per permetter loro di sviluppare il loro
talento. È commossa e contenta!
Guarda interessata tutto gli articoli
di giornale che l’associazione ha
raccolto per loro.
Continuiamo
il nostro viaggio! Il giorno dopo
siamo sul Lac Rose, un lago incredibilmente
salato dalle acque rosa dove si galleggia
come nel Mar Morto! La nostra vacanza dopo
una breve sosta in un villaggio turistico
sull’Oceano Atlantico dal quale abbiamo
potuto guardare estasiati un cielo incredibilmente
vicino ed una stupenda luna piena; nel quale
abbiamo potuto assistere ad un entusiasmante
spettacolo di danza e percussioni africane…volge
al termine! Purtroppo!
Cosa mi sono riportata dall’Africa?
La gente, i suoi occhi, il ricordo di una
bellissima neonata di 3 settimane che mi
è stata messa in braccio da una giovane
madre in una tarda sera, i bambini adorabili
e teneri che ci venivano incontro, una bambina
di neanche un anno che non camminava, ma
al suono dello djembè si è
alzata in piedi e ha cominciato a ballare.
La gentilezza degli abitanti di Goreè,
la terribile sensazione gelida che ho provato
entrando nella MAISON
DES ECLAVES, le emozioni di un agitato
Oceano Atlantico, gli scherzi di alcuni
bambini sull’isola di NGOR,
quando mi hanno visto entrare in acqua,
la meraviglia di un medico quando ha visto
che avevamo con noi una cassetta del pronto
soccorso, comprata in un supermercato, e
lo sfigmomanometro, loro ne avevano uno
che usavano in tutta l’isola e che
gli era stato donato 4 anni prima da un
medico canadese, il volo degli aironi e
dei pellicani, un piccolo lembo di terra
circondato dall’acqua su cui c’era
un bellissimo baobab, gli splendidi colori
del mercato degli artisti, due splendide
bambine che si sono innamorate delle nostre
ciabatte da mare, una bellissima ragazzina
di colore con in testa il mio cappellino
bianco, felice di questo regalo, il cielo
stellato e vicino in una notte di luna piena,
degli enormi granchi che ci camminavano
davanti ai piedi sugli scogli, degli splendidi
uccelli gialli e turchesi, la moschea di
SAINT LOUIS,
l’acqua clamorosamente rosa del LAC
ROSE , le lacrime della nonna di
Adama quando l’ha rivisto dopo cinque
anni, i baci dei bambini a casa di Matar,
gli autobus colmi di bambini che corrono
alla partita, i bambini che lungo la strada
ci fermavano con una corda tesa da lato
a l’altro della strada, per raccogliere
qualche spicciolo per finanziarsi le trasferte
della squadra di calcio, i bambini che spingono
felici il pulmino fermo per festeggiare
la propria vittoria, il tramonto del sole
sulla petite cote……..spero solo
di essermi seduta quando gli altri erano
seduti e di essere stata in piedi quando
gli altri erano in piedi.
Grazie gente
dell’Africa! “grazie
per quando sorridete e per quando siete
assorti. Per quanto immaginate, per quanto
vi impegnate, perché cercate sempre
e perché ancora tentate, per come
amate forte e per come vi tramandate, perché
non siete schiavi, perché riuscite
a vincere liberando i pensieri, per la vostra
lealtà (R. Zero)”
Grazie ad Adama che mi ha aiutato a realizzare
un sogno, il sogno era presente…era
realtà, grazie ai miei compagni di
viaggio per la loro compagnia, grazie a
BAOBAB che mi ha permesso di partecipare
a tante sue iniziative!
Grazie,
grazie, grazie!Per chi volesse vivere
un’esperienza simile l’associazione
Baobab organizza il prossimo viaggio-incontro
con le culture del Senegal in dicembre 2004.